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Pro-players: gli Influencer del futuro?

E-sports e Pro players: un nuovo modo di fare branding

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Avete mai visto il vostro cuginetto/nipotino passare ore a guardare un tizio che gioca su Youtube? Vi siete mai chiesti cosa ci sia di così entusiasmante in tutto ciò? Nonostante sia una appassionata di videogiochi, devo ammettere che preferisco giocarci piuttosto che guardare qualcun altro all’opera, ma il fenomeno mi ha affascinato parecchio. Questo interesse mi ha condotta in una scorazzata infinita nel world online, grazie alla quale ho scoperto l’esistenza degli E-sports e dei Pro-players.

E-sports e Pro-players: di cosa si tratta?

Gli Electronic Sports o E-Sports sono  piattaforme di gioco virtuali sulle quali si svolgono vere e proprie competizioni: la sfida può avvenire tra un giocatore e un software o tra semplici giocatori, i pro-players, sia in singolo sia in squadre. Le tipologie di giochi interessati sono diverse: dai giochi di carte come il poker, a giochi come PES e FIFA o giochi sparatutto come Call of Duty (World of Wordcraft e League of Legends non occorre citarli, ormai anche chi non conosce nulla sui videogiochi sa di cosa parlo). Tale fenomeno nasce in Corea del Sud, unica nazione ad avere una federazione autonoma, la KeSPA, che tutela e regolamenta tali competizioni. Diffusosi rapidamente in tutta l’Asia, negli Stati Uniti e anche in Europa, tale fenomeno sembra essersi ormai consolidato. Questa forte espansione ha condotto gli americani a riconoscere i pro-players come atleti professionisti. Una novità per l’occidente, ma nulla in confronto alla Corea del Sud, dove già da anni i documenti d’identità dei videogiocatori riportano l’username utilizzato nelle piattaforme di gioco.

Da locale a globale

La crescita esponenziale di questo fenomeno ha portato alla creazione della IeSF, la Federazione Internazionale degli E-Sports. La IeSF ha a sua volta generato una fitta rete di collaborazione con le più importanti istituzioni sportive a livello mondiale. Uno dei tornei più importanti di E-Sports, il “World Series” ha avuto una risonanza mediatica così grande da indurre società del calibro della BBC ad offrire copertura televisiva ad esso dedicata sui propri palinsesti. Ad oggi sono centinaia i videogiochi appartenenti alla categoria degli E-Sports e altrettanti sono i gamers che hanno fatto di questa passione un mestiere. Insomma, una vera e propria rivoluzione sportiva, ma qual è il legame tra questo fenomeno e il branding? Quali sono le sue potenzialità?

Una competizione tra Pro-players

Pro-players: una nuova categoria di Influencer?

Lo so cosa state pensando: “Ho sbagliato tutto nella vita” o “Guadagnare giocando, cosa si può volere di più?” . Il problema è che non è affatto semplice come sembra.
Come per tutte le discipline sportive, anche per gli E-Sport sono necessari sacrifici e abilità superiori alla media. Le strategie sofisticate e i ragionamenti complessi sono gli strumenti principali che questi professionisti hanno per aumentare i propri fan, vincere i campionati e guadagnare. Infatti, a differenza di un giocatore professionista, il pro-player guadagna solo quando vince un torneo e questo lo spinge a trovare altri mezzi di guadagno: da pro-player a youtuber il passo è breve. Diventare Youtuber aiuta il giocatore ad attirare più fan e guadagnare in modo autonomo. Accrescendo la propria popolarità, aumentano le probabilità di avere sponsor e di far diventare il proprio “nickname” un vero e proprio Brand dotato di prestigio e valore. Davanti a tutto ciò mi sono chiesta come questi Pro-players possano essere coinvolti nel mondo dell’Influencer Marketing.

Un nuovo approccio al branding

Il mercato degli E-sports sta crescendo vertiginosamente con un giro d’affari di milioni di dollari. La facilità con cui si può condividere un video di gioco è così elevata da suscitare l’attenzione dei colossi del mercato mondiale. In Italia le cifre registrate sono pazzesche: il Sole 24 Ore ci informa che in Italia gli eSport coinvolgono circa un milione e duecentomila persone ed entro un anno questa cifra potrebbe aumentare di 2 milioni, mentre il pubblico potrebbe salire di circa 250mila unità.

Come tutto ciò può essere utile ai grandi marchi? Questo ancora non è perfettamente chiaro, ma una squadra di basket siciliana, l’Orlandina Basket, sta lavorando molto su questi aspetti ed è la prima squadra cestistica in Italia a fare questo salto nel futuro per promuovere il proprio brand. Un giocatore o una squadra di player virtuale con molto seguito potrebbe rappresentare davvero un nuovo modo di fare branding: le nuove generazioni sempre più interessate al mondo dei videogiochi potrebbero essere convolte attraverso questa sorta di Game Branding e condurre ad una svolta nell’approccio alla promozione del brand. E-Sports e Pro-players potrebbero realmente essere il futuro del branding sportivo e non, ma inutile fare previsioni: non ci resta che aspettare.

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